venerdì 18 novembre 2011

Geco.

La mia scrittura si è evoluta. In peggio. La fretta di scrivere mi ha portato a fare scialba la lettera minuscola a, o, p, s, v. Invece io voglio regredire, tornare a realizzare quelle lettere come quando ero alle elementari. E ieri che camminavo nella nebbia mi veniva in mente tutto questo, mentre un uomo cento metri più in là sbucava da un apparente nulla, e più avanti ancora si faceva avanti un cane legato a un guinzaglio sostenuto dall'evanescente, ma che poi qualche secondo dopo si sarebbe rivelato essere mantenuto da un signore distinto. Ma ecco! Non c'è nessuno. Posso lanciarmi nella folle corsa che in linea retta mi porta a saltare il guardreil e correre in mezzo al prato, ignorando  a malincuore il vialetto in cemento, fino al portoncino di casa. Sento il rumore ritmicamente felpato delle scarpe sull'erba. Prendo le chiavi. Ansimo, soddisfatto.

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