venerdì 18 novembre 2011

Ari.

"Valzer con Bashir". Cineteatro, anni addietro. Televisione, stasera.
Un cartone animato. Quando si crea qualcosa, nel design, nella pittura o nella fotografia, ci si interroga sempre sulla natura di quello che si è appena fatto. Poteva essere espresso in altro modo. Poteva? E se sì, come?
Questo film non poteva che essere così. Un cartone animato.
Si rompe uno schema. Si distrugge sempre più un luogo comune. I cartoni animati sono per bambini. Non è vero.
Attraverso questo film si vive con trasporto una tragedia umana, una catena di violenze senza senso alcuno.
Una catena di cui non vediamo la fine. Ma possiamo ripercorrere pur sempre il cammino a ritroso. Cercare l'origine. E' sicuramente quello che questo film ti spinge a fare. Capire, innanzitutto. Capire dove capire non è possibile. Un film fatto di ombre. E proprio per questo in grado di farci cogliere la luce.

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