domenica 10 marzo 2013

Crisi = Passaggio

Si ricorda che la tesi da consegnare entro le date previste deve essere definitiva , rilegata a caldo e con copertina rigida. 
Si dovranno preparare tre copie di cui una da consegnare in segreteria (che verrà restituita in sede di discussione tesi) e un Cd che verrà consegnato in biblioteca per gli archivi. 

In particolare, la tesi deve essere consegnata completa in tutte le sue parti, controfirmata in frontespizio dal relatore e dal coordinatore del corso. 
La tesi dovrà essere consegnata in segreteria 15 giorni prima della discussione della propria tesi, allegando un riassunto (abstract) di due cartelle (1500 battute) sull'argomento fornendo inoltre la bibliografia selezionata. 

sabato 2 marzo 2013

Pick up.

Nella stazione ferroviaria del mio paese, tra le innumerevoli traverse di cemento armato, ve ne sono due in legno. Due. Solo due. Una dopo l'altra. E io le raggiungo. E aspetto sempre, guardandole, il mio treno arrivare.

giovedì 22 novembre 2012

Nel mio campo

- Work in progress -

Artisti nella contemporaneità da tenere in considerazione (10 femmine e 10 maschi):

- Shirin Neshat;
- Barbara Kruger;
- Frida Kahlo;
- Rachel Whiteread.

- Do-Ho Suh;
- Andy Warhol;
- Ed Ruscha;
- Fabio Viale;
- Norman Rockwell;
- Michael Fliri;
- Gehard Demetz;
- Damien Hirst.

domenica 14 ottobre 2012

Children grow.

Senza pace. Senza futuro. Senza ragione.

Il mio spuntino preferito, in questo periodo, è pane con zucchero e olio.


Input numero 1: Miroslav Tichý

martedì 11 settembre 2012

Asteroide vietato.

Scritto un anno fa e riproposto ora nel web:



Alessandro D’Isanto
I anno Biennio
Arti Visive - Pittura

Falling chiclets – Ed Ruscha

L’indomani della fine della guerra. 1947. Ed Ruscha aveva dieci anni. Lavastoviglie, televisori e automobili entravano nelle vite degli americani. Un rinnovato entusiasmo derivato dal ritorno dei veterani dal secondo conflitto mondiale si scontra con la realtà della mancanza di costruzioni abitative adatte ad accogliere l’enormità della popolazione. Il presidente era Harry Truman. Il fantasma del comunismo incombeva sulla nazione. Di fatto la guerra nucleare globale poteva avere inizio in ogni momento ma era un periodo in cui le tensioni internazionali erano bilanciate dalle comodità di casa e la felicità per un bambino di Omaha costava pochi cents al negozio sotto casa. Una piccola scatola contenenti dodici confettini bianchi: i Chiclets, ovvero chewing gum, il cui nome deriva da un tipo di albero sempreverde dell’America centrale, il Manilkara chicle, da cui si estraeva la sostanza per realizzare tali gomme da masticare. Nati circa un secolo fa dalla Cadbury Adams, i Chiclets, che avevano un gusto di menta, sono spariti dal circuito commerciale degli Stati Uniti.
Con la realizzazione dell’opera Ruscha antepone due periodi della sua vita identificandoli allo stesso tempo con due momenti cruciali della nazione americana. L’utilizzo di queste particolari gomme da masticare rappresentano senza dubbio un balzo indietro nel tempo, verso un periodo della sua vita determinato da tranquillità e sicurezza, l’infanzia in Nebraska, segnata dalla spensieratezza di una generazione a cui spetterà qualche anno più tardi risollevare le sorti del paese che non ha mai visto conflitti sul suo territorio.
Ma un elemento nel nome dell’opera (“Falling”) riporta, anzi, trascina bruscamente lo spettatore al presente di allora, rivelando una visione dinamica dell’artista, in divenire, con un moto discendente, ineluttabile e senza fine. Nel 1963 moriva John F. Kennedy, e nel 1964, anno di realizzazione dell’opera, il Senato americano approva in giugno il Civil Rights Act, che vieta le discriminazioni nelle strutture pubbliche, nel governo e in materia di occupazione; e in agosto concede al neo presidente Johnson la facoltà d’intervenire con un grande dispiegamento militare in Vietnam. Perciò Ruscha isola un preciso fotogramma della caduta, lo estrania dall’ambiente circostante per immergerlo nel nero, colore del lutto ma anche di un’etnia fino ad allora vista dai bianchi soltanto come forza lavoro condannata alla subordinazione, e gli conferisce un contesto sociopolitico. Cosa accade prima della capitolazione delle gomme da masticare non ci è dato saperlo e per di più una di esse è distaccata dalle altre, come se dall’inizio fosse stata sulla confezione, o addirittura già fuori, e anticipa le altre nell’ipotetico e improbabile schianto, come un profeta che vede prima degli altri il devolvere della situazione.
Di fatto, Ruscha unendo in una sola opera il sogno e l’incubo, mostra come l’arte sia vitale quand’è fatta di cose che le persone tralasciano, si lasciano sfuggire, come dei piccoli chewing gum.

venerdì 10 agosto 2012

S.I.E.S.L.

Scrivo dalla Grecia.

A me non piace il greco. Lo amo. Sto imparando tante parole e provo a leggere i loro caratteri.